caffè e tumori

 Il caffè è nella nostra dieta dal almeno 400 anni, quando i veneziani lo introdussero in Italia.
Ai giorni nostri il caffè è diventato uno dei prodotti immagine del “bel paese”.
Il rito del caffè è la nostra passione e  lo usiamo come buon giorno, si sente spesso dire -non ho ancora preso il caffè sono completamente ricogli….o-.Chiude in bellezza i nostri pranzi.  Come break, in una giornata di lavoro. Come “gancio”, per coltivare nuove relazioni. Come premio, per noi stessi, collegi, amici e conoscenti. 
Nella nostra tradizione si trovano innumerevoli tracce dell’ importanza del caffè dal “caffè sospeso” napoletano alle prime citazioni  risalenti al 1700 sul caffè della repubblica di Venezia.
Insomma non solo “spaghetti e mandolino” ma caffè, caffè e ancora caffè.
per quasi 350 anni la nostra passione per questa bevanda calda, scura, tonica, corroborante, stimolante, conviviale e “chi più ne ha più  ne metta” è sempre cresciuta.
Poi nel 1990……

…….nella monografia sul caffè, caffeina, tè e matè, pubblicata dalla IARC (International Agency for Research on Cancer), il caffè viene classificato come 2B ovvero “il caffè può esser considerato potenzialmente cancerogeno per la vescica urinaria dell’uomo”.

Certo questo ha destato molte preoccupazioni, ma l’incubo forse è finito. l’atro giorno mentre gironzolavo sul web a caccia di notizie ho trovato questo trafiletto sul sito sito del ANSA.

Oms, per il caffè nessun rischio tumore

Nel ’90 indicato legame cancro vescica, domani annuncio ufficiale

     

L’esame da parte dello Iarc, ha messo sotto la lente di ingrandimento 500 studi circa che hanno permesso di declassare il rischio per la bevanda fra le più amate nel mondo. Gli studi degli anni ’90 infatti avevano rilevato un rischio maggiore per il tumore alla vescica e il consumo si caffè. Rischio poi non confermato dagli studi degli ultimi 25 anni che anzi ne hanno valutato addirittura, come testimoniato dalle pubblicazioni scientifiche, un effetto protettivo su due tumori: quello dell’utero e quello del fegato. Il parere, secondo quando si è appreso, valuta un consumo medio di 3-4 tazzine al giorno su una popolazione normale, cioè si persone che non soffrono di malattie come la cirrosi. Gli esperti in futuro analizzeranno anche le possibili relazioni fra te’ e tumori

 Redazione ANSA

Allora non abbiamo molte certezze ma come norma possiamo dire che 3-4 tazze al giorno del pregiato chicco non ce le possono negar. Ovviamente questo vale solo in assenza di patologie specifiche, di cui io essendo un cuoco non mi occupo! In questi casi date retta  al vostro medico e rivolgetevi a lui per ogni dubbio e curiosità.

Una risposta

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